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LA NON UTILITA' DEL NAZIONALISMO riflessione di Salvatore Calleri

Non sono un nazionalista. Non sono un patriota. Ma amo il mio Paese. Amo lo Stato democratico che nasce dalla Costituzione... Ma ripeto non sono un nazionalista. Il nazionalismo oggi storicamente è poco utile e nocivo. Lo spingere agli estremi il concetto di nazione può portare di nuovo alle guerre inutili. Alle persone usate come “carne da cannone”. A 100 anni dalla fine della prima guerra mondiale una riflessione s'impone. In tempi di crisi alcuni politici, non solo italiani, tirano fuori il concetto di nazione, per occupare la propria agenda politica e secondo me pure per spostare l'attenzione dai veri problemi delle persone. Ebbene, cari lettori, non ho sentore che il nazionalismo abbia mai risolto in tempi moderni una qualsiasi soluzione. Se guardiamo alla scena internazionale si vede come le scelte nazionaliste stanno creando il ritorno degli scenari di guerra. Il nazionalismo israeliano si scontra con il nazionalismo turco... E via dicendo. Il nazionalismo è ...

Caso Embraco. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti d’Europa DI GIUSEPPE LUMIA

Un’indignazione profonda giustamente sta salendo e coinvolgendo l’intero Paese sul caso Embraco. Si tratta di una multinazionale presente in Italia, a Chieri, in provincia di Torino, che produce componentistica per elettrodomestici. L’Embraco ha deciso di licenziare 500 dipendenti e di spostarsi in Slovacchia. Un Paese anch’esso dell’Unione europea. Di fronte a questa scelta la rabbia dei lavoratori e dell’opinione pubblica italiana sale. L’ingiustizia è palese. L’Embraco pensa di sfruttare in Slovacchia un migliore sistema fiscale per l’impresa e un più basso costo del lavoro. Gli operai lì verrebbero pagati al massimo con 900 euro al mese. E l’Europa cosa fa? Le sue regole cosa dicono? Tutto ciò oggi è ancora consentito. La reazione più spontanea è quella, allora, di mandare al diavolo la stessa Europa. E’ facile tirare la seguente conclusione: ritorniamo indietro, rimettiamo in piedi il vecchio Stato-Nazione, chiudiamoci a riccio nei nostri confini. Sarebbe un errore tragico...

STATI UNITI D'EUROPA SECONDO IL MODELLO SVIZZERO riflessione di Salvatore Calleri

Di Stati Uniti d'Europa finalmente si riparla... Però siamo sicuri che si tratti a fondo l'argomento e che lo si tratti nel modo giusto? Ovviamente sono molto soddisfatto che gli Stati Uniti d'Europa siano tornati in agenda ma a scanso di equivoci ritengo sia necessario mettere alcuni puntini sulle i. Innanzitutto occorre essere chiari che l'attuale UE non rappresenta un modello per gli SUE. La UE applica un modello confederale che appare superato... E soprattutto poco amato nonostante che, tutto sommato, i suoi pregi ci hanno in qualche modo garantito dagli egoismi nazionalisti, ma con scricchiolii notevoli dopo la sua estensione ad est dove oggi vengono messi in dubbio alcuni dei valori fondanti. In risposta ad una UE scricchiolante gli SUE riemergono come alternativa forte in grado da riaccendere le speranze, ma dobbiamo evitare in modo chiaro di riproporre il modello confederale UE in chiave federale... Ossia lasciare le visioni economiche inalterate, ed a mio av...

Gli Stati Uniti d’Europa per il lavoro e lo sviluppo sostenibile DI GIUSEPPE LUMIA

Europa sì, Europa no, Europa ni. Fortunatamente si discute ancora di Europa.  In effetti in questa campagna elettorale si vola ancora basso. Speriamo che, con l’entrare nel vivo dell’agone competitivo, emergano le grandi visioni e le profonde progettualità adatte a comprendere il cammino che il nostro Paese deve fare, dopo anni ed anni di durissima crisi, per sfruttare al meglio la ripresa e provare a mettere così le ali al sistema Paese. L’Europa deve essere il tema centrale proprio di questa campagna elettorale , anche se può sembrare non molto popolare, bisogna avere il coraggio di “prendere il toro per le corna” e dire chiaramente quello che si pensa dell’Europa e quale idea-progetto-programma si ha del suo futuro. Sulla critica all’Europa attuale si è sostanzialmente concordi.  L’Europa è in mezzo al guado e non sta dando sicuramente una buona prova di sè. Troppo burocratizzata, poca centralità del lavoro e del ceto medio, poco spazio alle professionalità e al meri...

PER UN EUROPA OPEN. Riflessione di Cecilia Carreri

L'Europa Unita non è mai piaciuta a nessuno. L'Europa è composta di Stati molto antichi, con grandi tradizioni del tutto diverse e talvolta incompatibili tra loro. Nel tentativo di crearsi uno spazio economico e finanziario, soprattutto quando il mondo era spaccato tra Russia e USA, e nascevano i primi Paesi emergenti asiatici e del sud America, l'Europa si è data una moneta unica, e tenta affannosamente di creare un sistema bancario unico, e quello economico, tra mercati e contesti produttivi interni. L'Europa, adesso, è soltanto un welfare bancario molto costoso, ma utilizzato per bilanciare e salvaguardare i sistemi bancari e i mercati interni degli Stati aderenti. Per aiutare la nascita di un Governo centrale, e un Parlamento davvero europeo, sarebbe importante uniformare la classe politica su modelli simili di gestione del voto elettorale e degli interessi degli elettori. Se vogliamo un'Europa unita, i politici dovrebbero condividere un'unica sinis...

STATI UNITI D'EUROPA - LA RISPOSTA AI SOVRANISMI DI TUTTI I TIPI . Riflessione di Salvatore Calleri

In questo momento storico europeo denso di elezioni è molto importante fissare un quadro in relazione agli schieramenti che si contrappongono. La divisione principale tra chi si presenta oggi alle elezioni è tra i nazionalisti da un lato e gli europeisti dall'altro. I nazionalisti essenzialmente sono dei sovranisti che mettono il loro stato al primo posto dando alla identità nazionale la priorità. Si definiscono patrioti. Sono quindi all'interno del cosidetto sovranismo i più estremi. La visione nazionalista è trasversale al concetto di sinistra e destra in quanto storicamente abbiamo avuto nazionalismi con entrambe le matrici politiche. Gli europeisti sono una categoria all'interno dei cosiddetti sovranazionalisti, ossia di chi crede nel superamento della forma nazione. Al loro interno vi sono visioni diverse. Qualcuno predilige la forma di unione confederale che mantiene comunque in piedi un sovranismo seppur limitato, altri preferiscono la forma federale più ...

CATALOGNA, ANALISI DEL VOTO E POSSIBILI SOLUZIONI riflessione di Salvatore Calleri e di Giusppe Lumia

Seguiamo ta tempo quello che succede in Catalogna. Lo seguo con attenzione per le dinamiche geopolitiche che ne possono derivare per lo scacchiere europeo. Il 21 dicembre si è votato in Catalogna dopo la situazione drammatica di tensione seguita alla dichiarazione di indipendenza. Ma come è andato il voto questa volta? E soprattutto chi ha vinto? I principali sostenitori dell'unità spagnola  del movimento dei Ciudadanos sono arrivati primi ma hanno comunque perso le elezioni. in quanto privi di coalizione, nonostante il notevole avanzamento in termini di voti effettivi e seggi. Nel 2017 hanno avuto oltre 1.100.000 voti (25,3%) rispestto ai circa 750.000 (17,9%) del 2015, passando da 25 a 37 seggi. Il Partito Popolare del premier spagnolo Rajoi ha straperso, e questo sta a significare che la sua incapacità di gestire la crisi è stata punita dall'elettorato, in questo per una volta concorde, di unionisti ed indipendentisti. Nel 2015 il Pp aveva preso crca 350.000 voti (...