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SMALL BRITAIN O STATI UNITI D'EUROPA analisi di Salvatore Calleri

Elezioni in Gran Bretagna. La May ha avuto la classica vittoria di Pirro, ossia ha de facto perso. Eppure se i britannici si ricordassero della loro importanza da un punto di vista storico, non si troverebbero nella situazione pazzesca di oggi in cui si sono cacciati e dalla quale faticano ad uscire. Oggi la May non penso abbia la capacità politica di guidare la Gran Bretagna. Ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare... In primis andare al voto.  Poi può guidare un paese chi da contraria alla brexit si converte ad una hard brexit? No. La Gran Bretagna per la sua stessa ragione di esistere non può chiudersi in se stessa o guardare all'America di Trump e basta. Il costo altissimo della uscita dalla UE è in grado di azzoppare qualunque programma politico di qualunque partito britannico... Persino quello bellissimo di Corbyn, il vero vincitore delle ultime elezioni. Detto questo se oggi esistesse qualcuno alla Churchill in Gran Bretagna si assisterebbe probabilmente dopo...

Clima, la migliore risposta a Trump sono gli Stati Uniti d’Europa riflessione di Giuseppe Lumia

Trump ha scelto: l’accordo di Parigi sul clima viene messo radicalmente in discussione. Una scelta non da poco! In sostanza, il cambiamento climatico che sta danneggiando irreparabilmente l’ecosistema del nostro Pianeta-Terra e che rischia di compromettere il futuro delle nostre stesse generazioni non è più una priorità per la più importante potenza mondiale del mondo, come lo era faticosamente diventato con la presidenza Obama. Trump spinge per riprendere il sostegno alla vecchia industria e frena sull’oramai vasto e ricco comparto produttivo e occupazionale dell’energia rinnovabile. Hanno fatto bene Gentiloni e gli altri leader europei a rispondere picche a Trump e a confermare gli impegni presi nella capitale francese. D’altra parte era prevedibile che Trump, dopo aver investito da subito sull’industria delle armi, desse ora una mano all’altra industria, quella più tradizionale del carbone, scesa anch’essa a suo sostegno per le elezioni presidenziali di pochi mesi fa. Ma diciamo...

IL FALLIMENTO DEL G7 SPINGA VERSO GLI STATI UNITI D'EUROPA analisi di Salvatore Calleri

Il fallimento dell'ultimo G7 appare evidente, ma per assurdo tale fallimento potrebbe essere una cosa positiva oltre che essere una cosa preannunciata, in quanto il  G7 oggi non ha più senso, perchè sarebbe dovuto innanzitutto essere un G9 con l'aggiunta di Cina e Russia, in quanto l'asse economico oramai si è spostato sulla via della seta da tempo. Il ruolo degli USA con Trump appare dopo il G7 ridimensionato e ciò, anche alla luce dei contrasti politici sorti con Germania e Francia, può servire a spingere con maggiore forza verso una Europa che all'interno sempre della visione atlantica deve però pensare a se stessa. Però pensare a se stessa significa solo una cosa: cambiare radicalmente. L'unico cambio di passo da compiere che va nella giusta direzione de facto è quello degli Stati Uniti d'Europa, sogno quasi irrealizzabile fino a poco tempo fa, ma oggi possibile ogni giorno di più. Un unico esercito. Un confine unico. Una intelligence unica. Una politica ...

LE DÉFI SOCIALE' LIBERAL: CHANGEMENT DE L'UE DANS LE NOM DE L'EUROPE réflexion de SALVATORE CALLERI

Les dernières élections en Europe ont été intéressantes. Je me réfère à l'Autriche, les Pays-Bas et en France. Autrement dit, dans les situations où les positions sont entrés en collision souvrainiste-populiste-nationaliste d'un côté avec les européistes globalisées. Dans ces trois pays, la bataille électorale a été très difficile et au-delà des attentes prévalu un vert-libéral président autrichien, aux Pays-Bas du D66 de type et les forces Groenlinks qui sont maintenant au sein du gouvernement et le nouveau président français social-libéral (ancien indépendant PES) en France. Telle est la réponse à la demande pour une autre Europe à pouvoir, dans un effondrement des forces politiques traditionnelles, étant en fait la réponse à souverainisme/ nationalisme. Cela va voter sans avoir honte d'être européen à payer électoralement. Ceci est une question de penser, cependant, avec une mise en garde... Une mise en garde ou plutôt un avertissement qui nous vient de l'h...

LA SFIDA LIBERALSOCIALE: CAMBIARE L'UE IN NOME DELL'EUROPA riflessione di Salvatore Calleri

Le ultime elezioni in Europa sono state interessanti. Mi riferisco all'Austria, all'Olanda ed alla Francia. Ossia a quelle situazioni in cui si sono scontrate le posizioni sovraniste-populiste-nazionaliste da un lato con quelle europeiste-globalizzate dall'altro. In queste tre nazioni lo scontro elettorale è stato molto duro ed al di là delle aspettative sono prevalsi rispettivamente un presidente austriaco verde-liberale, in Olanda delle forze tipo D66 e Groenlinks che ora sono al governo e il neo presidente francese liberal sociale (ex indipendente pse) in Francia. Ossia la risposta e la richiesta di un Europa diversa è stata in grado, all'interno di un tracollo delle forze politiche tradizionali, di essere nei fatti la risposta ai nazionalismi sovranpopulisti. Ossia andare al voto senza vergognarsi di essere europei ha pagato elettoralmente. Questo è un dato su cui riflettere, con un'accortezza però... Un'accortezza o meglio un monito che ci viene d...

LUMIA: È NECESSARIO ANDARE VERSO GLI STATI UNITI D'EUROPA

Stati Uniti d’Europa.  Così com’è l’Unione europea è destinata ad un fragoroso fallimento. Tornare indietro sarebbe ancora più disastroso. Lasciare le cose come stanno e adeguarsi all’Europa a due velocità rischia di produrre un pessimo effetto non solo sull’Italia, ma anche su tutti i Paesi con alto debito pubblico. Solo gli Stati Uniti d’Europa possono consentire una rinegoziazione dei trattati per mettere al centro dell’agenda l’Europa sociale e il rilancio dell’economia reale in tutti gli Stati membri, a cominciare dal nostro. Con gli Stati Uniti d’Europa l’Italia può puntare alla meta delle mete, ovvero all’aumento del 3% del pil. Allo stesso tempo redistribuire la ricchezza in modo equo, affrontare e risolvere la “questione meridionale” e dare una risposta in termini di rilancio degli investimenti pubblici e privati.

MACRON E L'EUROPA analisi di Salvatore Calleri

Il candidato europeista arrivato al ballottaggio in Francia alle presidenziali è Macron. Macron è un europeista convinto che incarna molto bene lo spirito ERASMUS, ossia di quei giovani che hanno viaggiato e che rappresentano in qualche modo una sorta di intellighenzia europea un pizzico elitaria, ma molto pragmatica e comunque con senso sviluppato intorno ad una sorta di democratica bellezza. Ma il programma di Macron cosa dice sull'Europa? E quale parte di questo programma si può definire in qualche modo compatibile con la visione degli Stati Uniti d'Europa? Innanzitutto si pone subito 3 azioni Macron: 1) ridare fiducia ai cittadini nelle scelte che contano in Europa proponendo il lancio in tutta l'Unione europea di convenzioni democratiche, alla fine del 2017.  2) rafforzare l'Unione Europea proponendo le 5 dimensioni di sovranazionalità. 3) rafforzare l'identità europea con dei risultati effettivi. Il primo punto è molto interessante e serve in qual...