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I due modelli: federale o confederale?

Capita che quando si scrive un articolo lo condividi per farlo leggere.
Da questo articolo https://statiunitieuropa.blogspot.com/2018/09/stati-uniti-deuropa-la-terza-via-da.html
è nata una simpatica discussione su linkedin tra il sottoscritto ed un professore di storia Angelo Ivan Leone.
Su cosa vi chiederete cari lettori... Su federalismo e confederalismo, ossia su quale delle due forme di stato sia la migliore per l'Europa.
Il primo intervento dopo la lettura del professore è il seguente:
Caro Salvatore, condivido appieno la vostra posizione, anche perchè penso che stiamo arrivando al momento politico in cui tutto si differenzierà tra chi vuole l'Europa e chi non la vuole. Un po' come quando subito dopo la prima guerra mondiale Mussolini non ancora Duce del Fascismo disse: "Si sta andando verso una spaccatura non dei partiti, ma degli italiani. Tra chi ha fatto la trincea e chi no".
Ecco oggi la nostra trincea si chiama Europa e se vogliamo difendere la nostra trincea dai miasmi di una ideologia oscurantista, fallita e che ha in se le stimmati di un passato tragico, non possiamo che tendere agli Stati Uniti d'Europa.
Però, come ci ammoniva l'eterno Otello di Sir William, "il nome è la parte più importante di noi stessi", magari quel nome è un po' troppo copiato dagli altri Stati Uniti, quelli d'America. Allora sarebbe meglio chiamarli Confederazione Europea. E non solo il nome cambierebbe ma anche l'entità politica, perchè sarebbe, appunto, una Confederazione e richiederebbe solo una rinuncia, da parte dei nostri stati nazionali, di una parte della sovranità politica.
Il punto è dirimente perchè, a mio modestissimo parere, si tratterebbe di una posizione intermedia tra l'attuale con un Unione Monetaria e quella totalizzante da te proposta che troverebbe moltissimi Paesi contrari, e a buon diritto. Con quale diritto, infatti, i tedeschi e la classe politica tedesca che non hanno e non ha rubato come gli italiani e l'Italia si dovrebbe accollare il debito pubblico italiano figlio e prodotto ultimo della nostra corruzione?
Ecco che, la soluzione da me proposta mi sembra essere quella più realistica e possibile di una sua concreta riuscita. Si tratterebbe di mettere in comune la politica estera e quella interna, accettando la tua sacrosanta proposta inserendola nella mia con un esercito confederato e un esercito confedarato europeo a presidiare i nostri confini, così come una marina europea. Naturalmente rientrerebbe in questo disegno anche una sola legislazione antimafia e antiterrorismo e sarebbe un bel colpo, forse definitivo, alle nostre mafie, prima tra tutte la pericolosissima e potentissima 'Ndrangheta che, come la strage di Duisburg ha tragicamente dimostrato, ha ramificazioni in tutta Europa, specie in Germania.
Per questo mi sembra che tale proposta sia realistica, utile e, soprattutto, possibile e in politica il mio maestro immortale Nicolò Macchiavelli sostenne che il fine ultimo di tale nobilissima attività umana altro non è che, appunto, "il possibile".
Qualcuno obietterà che, comunque, l'Europa ha già avuto parecchio, ma è proprio perchè abbiamo avuto il "parecchio" giolittiano, ossia il mero mercato messo in comune, con relativa moneta, piuttosto che il "possibile" macchiavellico insito nella mia proposta ed eminentemente politico, che stiamo morendo.
La Confederazione Europea, insomma, quale soluzione per non morire come Europa e, soprattutto, per non morire come Italia. Parafrasando l'immortale Nenni che diceva: "O la Repubblica o il caos" noi oggi possiamo dire "O la Confederazione o la morte". Perchè senza la Confederazione Europea da me proposta, o senza una qualsivoglia entità politica a livello europeo che metta in comune almeno solo la politica estera, è a quello che fatalmente ci avvieremo: alla guerra, ergo alla morte.
"Il nuovo Fascismo quando arriverà non busserà alle vostre porte con il suo vecchio e vero nome, ma avrà nomi diversi e più seducenti" disse in una delle sue ultimissime fatiche letterarie Umberto Eco, dal titolo chiarificatore, "Il Fascismo Eterno", quanto aveva ragione.
E per combattere questo Fascismo Eterno di cui è pieno il mondo noi europei abbiamo il dovere di ridare la pace al mondo come l'abbiamo data all'Europa intera per tutti questi anni dalla Seconda Guerra Mondiale in poi.
Come? Con l'Europa. Europa è pace. Europa è vita."
Al quale io ribatto come mio solito in modo telegrafico: ogni proposta federale è ben accetta. Ma non confederale. Scrivi un articolo sul modello federale. Segnati la data del 26 ottobre. Ti invito in Svizzera dove si terrà un confronto sulle forme di Stato e di Governo degli Stati Uniti d'Europa.
Al che lui risponde: Tranquillo Salvatore, la mia era ed è soltanto una proposta, sarebbe bello inserirla così da non cadere in una sorta di integralismo utopistico.
Ovviamente ribatto che: non sono integralista per nulla. Ma se un sito ha come tema il federalismo e contesta il confederalismo... O si pubblica una discussione che mette a confronto le 2 tesi e se vuoi ci possiamo lavorare o non ha senso. Ad esempio spiegami perchè sei per il modello confederale e dimmi dove esiste al mondo. Ad esempio in Usa dal confederale passano al federale dopo la guerra di secessione. Così in Svizzera che rimane confederale solo nel nome ma che in realtà è federale dopo la loro unica guerra di metà 800. Il confederale non funziona.
Il professore ovviamente non può che replicare: il confederale io lo vedo come un momento di transito, una sorta di giusto mezzo, per arrivare, poi, senz'altro, al federale. Ma è proprio sulla nozione del possibile ergo del confederale che si base la mia proposta perchè quella federale da propinare integralmente adesso mi sembra, in questo momento, mancare totalmente delle premesse storiche. Ovviamente non soddisfatto rispondo: in realtà le premesse storiche ci sarebbero come la necessità. Se un modello non funziona lo si cambia o lo si trasforma. Parlando con le persone normali la Ue appare in seria difficoltà e la difesa dello status quo non funziona, il presidente della commissione e la commissione stessa appaiono burocratici e basta. Mentre se si propone un modello che prevede un fisco unico, un confine unico, ecc ecc  la gradevolezza dell'Europa aumenta.
Ebbene si può dire che non penso che nessuno dei due abbia modificato le proprie posizioni, ma come sono belle queste discussioni non urlate fra persone in qualche modo colte...

Commenti

  1. Troppe differenze tra gli Stati, meglio lasciare le cose come stanno.

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