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Dove possono trovare sbocco le proteste. Riflessione di Salvatore Calleri


Questo è indubbiamento un momento di forte proteste internazionali che toccano il mondo occidentale e che stanno facendo tornare una voglia di decisionismo nazionale contro le burocrazie UE e che rasentano le teorie nazionalsovraniste.
Ma questo eventuale sbocco sarebbe utile? Oppure nonostante le buone intenzioni dei manifestanti potrebbe essere addirittura nocivo?
Prendiamo come esempio la protesta dei gilet gialli in Francia, per i quali non nascondo la mia simpatia per la parte non violenta; se si arrivasse ad una uscita della Francia dalle attuale sistema di relazioni internazionali, in primis la UE (per cui non eccedo in simpatia), si sfiorerebbe il disastro in  quanto i mercati, che agiscono sempre più come soggetto politico, reagirebbero in modo probabilmente distruttivo.
Ma allora è inutile protestare perchè non si è possibile cambiare? No protestare è salutare, ma dobbiamo affinare l'obiettivo delle proteste. Occorre passare dall'idea iniziale di isolamento nazionale ad una richiesta dura e composta di cambiare le due cose che non vanno:
1) la UE burocratica e confederale che non funziona più.
2) il modello liberista in economia in tempi di crisi non ha mostrato di funzionare inquanto ha accresciuto il divario tra le classi alte e le basse distruggendo le medie.
La UE va sostituiita con gli SUE, ovvero gli Stati Uniti d'Europa con elezione diretta di chi governa.
Il modello liberista va sostituito con un modello keynesiano magari aggiornato ai tempi.
I mercati non sarebbero in questo modo di aggredire uno Stato Federale con la S maiuscola forte ed autorevole.
Dobbiamo quindi batterci per un reale sovranismo europeo che ci difenda dai mercati e che sia geopoliticamente forte ed in grado di confrontarci sullo scenario mondiale con Cina, Russia, Usa ed India.

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