Passa ai contenuti principali

STATI UNITI D'EUROPA – DA SOGNO A NECESSITA' riflessione di Salvatore Calleri


Oggi davanti alla crisi che l'Unione Europea sta vivendo sulla questione immigrazione, crisi si badi bene che può causarne la fine, non si può non essere preoccupati.

L'Unione Europea scricchiola perché il modello scelto a suo tempo, il modello confederale, con i confini interni ai diversi stati ed in assenza di un confine esterno, non è adatto alle emergenze.

Le crisi se si sanno affrontare e risolvere possono essere salutari... Ma sarà questo il caso? E soprattutto l'attuale classe dirigente europea appare in grado di gestire la situazione? La soluzione alla crisi esiste?

La risposta alla ultima domanda è la risposta chiave alla crisi: la nascita degli Stati Uniti d'Europa.

In questi giorni mi è capitato di confrontarmi con diverse persone critiche con l'attuale Unione Europea, le quali non sono state in grado di indicarmi una soluzione alla crisi se non un generico ritorno al confine nazionale... Per poi rendersi conto esse stesse che nell'attuale quadro geopolitico sarebbe una follia un singolo stato a confronto con Usa, Russia e Cina e in conseguenza di ciò li ho dialetticamente  portati a scegliere come soluzione il più conveniente modello degli Stati Uniti d'Europa.

Gli Stati Uniti d'Europa quindi oggi razionalmente sono la necessaria risposta alla crisi. Il modello federale su cui si basano è funzionale. La capacità di essere poi un soggetto geopoliticamente forte con una unica politica sulla immigrazione, un solo confine ed una sola politica estera...

Gli Stati Uniti d'Europa da sogno, da utopia sono diventati una necessità.

Donne e uomini, politici e dirigenti, se ci credete battete un colpo prima che sia troppo tardi.






Commenti

Post popolari in questo blog

L’UNIONE EUROPEA È A UN TRAGICO BIVIO DELLA SUA TRAVAGLIATA STORIA: DECLINO REGRESSIVO VERSO IL NEONAZIONALISMO O RILANCIO PROGRESSIVO VERSO L’OBIETTIVO DEGLI STATI UNITI D’EUROPA.

È LA PROGETTUALITÀ POLITICO-ISTITUZIONALE CHE DEVE AVERE UN RUOLO DECISIVO di Giuseppe Lumia La tragedia inenarrabile di Gaza incalza e richiama l’Europa a un cambio di passo, così anche il conflitto sempre più lacerante in Ucraina. Lo stesso rilievo vale se pensiamo ai dazi imposti da Trump e subiti senza una reazione adeguata. Altrettanto si può dire di tutti i nodi irrisolti legati alla spesa militare, alla transizione green, alla gestione dell’immigrazione e delle politiche di innovazione tecnologica, alla diffusione delle mafie e delle dipendenze, alla denatalità in picchiata e alle disuguaglianze di reddito, di genere, generazionali e territoriali fuori controllo. Su tutte le sfide più drammatiche l’Unione Europea arranca e si va via via sfaldando. Da più parti si presentano report molto critici, come quello ben documentato di Draghi. Lo stesso piglio critico lo ritroviamo in diversi interventi di Romano Prodi e di altri leader e intellettuali sinceramente europeisti. Ma a ben ve...

È GIUNTA L'ORA (PIÙ BUIA) DI SVEGLIARSI E DI AGIRE IN FRETTA di Salvatore Calleri

Noi del movimento Tulipani Rossi per gli Stati Uniti d'Europa l'avevamo detto che un giorno alla crisi della Unione Europea ci saremmo arrivati, perché i modelli confederali durano poco. L'idea di una sola europa nasce con il mondo a pezzi e ferito dopo la seconda guerra mondiale dove i nazisti vennero sconfitti grazie a Churchill che comprese, a differenza di Chamberlain, il rischio. Oggi come allora siamo nell'ora più buia. Con gli alleati di un tempo che in base alle dichiarazioni di oggi si sono stancati di noi europei e della Nato tant'è che ce la vogliono lasciare. Ebbene siamo arrivati al punto che dopo 4 anni di guerra in Ucraina gli Usa e la Russia sono de facto uniti contro il modello di Unione Europea in una logica, a mio modesto parere, di imperi in crisi. Ebbene se da un lato questa cosa mi amareggia, essendo io da sempre grato agli americani per il sostegno dato contro i nazisti e per il loro concetto di libertà, dall'altro tale scelta ci rende...

STATI UNTI D'EUROPA: OPPORTUNITÀ O UTOPIA?