Muore se non cambia modello, perché quello attuale, un confederalismo imperfetto, non regge nei momenti di crisi.
E non esiste un momento di crisi più profondo di quello attuale, in cui vengono ridiscussi i rapporti con l’alleato storico: gli USA.
È il momento in cui si sono compromessi i rapporti con la Russia, che, invece di scegliere i valori europei, ha invaso l’Ucraina.
È il momento della crisi in Groenlandia, che sembra risolta, ma forse non lo è.
È il momento della crisi, ma è anche un momento magico in cui l’Unione Europea si trova di fronte alla possibilità di fare scelte di libertà.
È il momento in cui l’Europa può scegliere di emanciparsi, liberandosi degli orpelli burocratici, tornando a produrre benessere e difendendo laicità e democrazia.
Si tratta ora di scegliere tra la via di Churchill e quella di Chamberlain di fronte ai dispotismi.
In altre parole, è ora il momento di scegliere tra la resistenza e l’acquiescenza agli autoritarismi tornati con virulenza nello scenario globale

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