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LE RISORSE E LE SCELTE PER IL RECOVERY FUND: UNA SFIDA DECISIVA PER L’EUROPA E PER L’ITALIA di Giuseppe Lumia

Eppur si muove! Pochi oramai ci speravano ma l’Europa, messa alle strette, dà segnali di risveglio. Finalmente una bella notizia, il Recovery Fund, tanto voluto dagli europeisti soprattutto italiani, comincia a muovere i primi passi. La proposta che si sta delineando e che la Von der Leyen ha presentato al Parlamento europeo ha due notevoli pregi. Il primo è la consistenza finanziaria del Fondo: 750 miliardi di euro. Naturalmente sarebbe stato meglio se fossimo giunti alla cifra dei mille miliardi, ma già questa somma non è per niente da disprezzare. Il secondo è che di questi 750 miliardi ben 500 sono a fondo perduto, mentre 250 miliardi sono prestiti da restituire. In questo caso è da sottolineare la disponibilità dei 500 miliardi a fondo perduto. Primi vagiti di un’Europa che finalmente si è svegliata, dopo le sonnolenze, gli egoismi, i ritardi della prima fase che ha caratterizzato la reazione europea di fronte all’immane sfida e alla tragedia della pandemia da Coronavirus....

A 70 ANNI DALLA STORICA DICHIARAZIONE SCHUMAN. VERSO GLI STATI UNITI D'EUROPA, CON BUONA PACE DEI MODELLI SOVRANISTI di Salvo Olivo

'' L'Europa delle nazioni, dilaniata da se stessa nel secondo conflitto mondiale, vittima delle mire imperialiste di alcuni Stati, aveva necessità di ricucire le ferite. Cominciare a costruire un sogno con l'obiettivo di un'Unione politica ed economica solidale e pacifica, queste le priorità che 70 anni fa misero le basi per costituire un soggetto fondamentale per gli anni a venire. L'Italia fu determinante. Siamo di fronte ad una stagione, nella quale il contrasto a quei principi fondativi ha raggiunto livelli di allarme. Sono certo molti gli elementi da modificare nel sistema ma sicuramente non si può prestare il fianco ad una azione che tende a distruggere più che a migliorare. Il percorso verso un'Europa federale è lungo e arduo, incontra ostacoli ed è contrastato da un euroscetticismo sempre più radicato nonostante le comuni incognite del futuro che aspettano indistintamente tutti noi. Viviamo nell’era della globalizzazione, le cui contraddizion...

SETTANTA ANNI DI UNIONE EUROPEA: TORNIAMO A SOGNARE E PROGETTARE LA COSTITUENTE DEGLI STATI UNITI D’EUROPA di Giuseppe Lumia

Settant’anni fa, il 9 maggio 1950, l’unità Europea gettava le proprie fondamenta. Alla base del progetto c’erano la pace, dopo la seconda guerra mondiale, e la riconciliazione tra Paesi nemici, soprattutto la Francia e la Germania; l’Italia non fu solo spettatrice, ma svolse una funzione da protagonista, sino a sancire un passo decisivo con la firma dei Trattati del 1957 a Roma. Si osò così tanto che lo stesso leader francese Shuman definì un tuffo nell’“ignoto” l’avvio del cammino che attendeva la nascente Comunità Europea. I nostri Spinelli, Rossi e Colorni, reclusi a Ventotene, mentre soffrivano e languivano nel carcere, sognavano e progettavano la nuova Europa. Allo stesso tempo, leader del valore di Adenauer, De Gasperi, Shuman e Churchill rompevano gli indugi e aprivano la storia a una fase senza precedenti, dopo che l’Europa era stata teatro di milioni e milioni di morti, violenze e sofferenze indicibili, privazioni di libertà e continue mortificazioni della dignità umana....

RECOVERY FUND. FINALMENTE UN SEME FEDERALISTA DA AFFIANCARE AL PROGETTO DEGLI STATI UNITI D’EUROPA di Giuseppe Lumia

Il Fondo Comune Europeo per la Ripresa, più noto come Recovery Fund, è un seme positivo di tipo federalista che finalmente va nella direzione giusta per affrontare il dramma epocale dei risvolti sociali ed economici della pandemia da coronavirus. Lo scontro su questo argomento al Consiglio d’Europa sembra sia stato duro, come nelle settimane precedenti. E i toni rischiano di restare accesi anche nei prossimi giorni. Perché i nazionalisti sono contro gli Eurobond? Adesso pure contro il Recovery Fund? Perché il loro obiettivo è non solo di andare contro una Unione Europea sicuramente ingiusta e inadeguata ma, in sostanza, contro la stessa idea di Europa Unita. Adesso sono un po’ spiazzati e delusi dal possibile fallimento della logica “tanto peggio tanto meglio”. Sotto sotto, infatti, speravano che la stessa Merkel, solo a parole tanto odiata, potesse mantenere ferma la sua ostinata linea contraria al superamento in senso Federale della crisi dell'assetto Confederale dell...

Come passare dal confederalismo al federalismo? Di Salvatore Calleri

Una delle domande ricorrenti quando si parla di Stati Uniti d'Europa è quella di come arrivarci passando dal modello confederale a quello federale. Un passaggio complicato e difficile ma probabilmente necessario. Per passare da un modello confederale tipo Unione Europea ad un modello federale tipo Stati Uniti d'Europa, vi sono tre strade. Vediamo quali. 1. La costituente. Si trasforma il modello in federale attraverso una fase costituente che passa dal parlamento europeo ed attraverso trattative tra i singoli stati. Per seguire questa strada occorre una classe dirigente forte dotata di una visione federale. 2. Il conflitto. Il conflitto è la forma che è stata scelta nei due casi storici di passaggio da un modello all'altro. La guerra di secessione degli Stati Uniti d'America tra il 1861 ed il 1865. La guerra di Sonderbund in Svizzera del 1847. La seconda molto meno cruenta della prima. Oggi il conflitto difficilmente sarebbe armato ma si baserebbe su continui ...

LA UNIONE EUROPEA NON È EUROPEISTA di Salvatore Calleri

Alcune nozioni europeiste di base sono oggi necessarie al fine di capire la situazione esistente dopo la riunione dell'eurogruppo di ieri. Riunione con risultati ben al di sotto delle aspettative. Partiamo quindi dalla prima nozione di base. La Unione Europea de facto è una sorta di confederazione imperfetta.  Le confederazioni oggi sono un modello non più esistente in quanto tendono ad andare in crisi strutturale in quanto vittime dei nazionalismi interni. La storia lo dimostra con due esempi di stati lontani tra loro: Stati Uniti d'America e Svizzera. Stati Uniti d'America : con la guerra di secessione 1861-1865 cambiò modello passando da confederale a federale. Svizzera : con la guerra civile del 1847 cambiò modello da confederale a federale, lasciando agli sconfitti come unica soddisfazione il nome confederale. Ci troviamo quindi di fronte a due realtà confederali andate in crisi con cambiamenti di modello radicale nati dopo un conflitto particola...

EUROPA. NIENTE INFINGIMENTI: SUBITO SUL TAVOLO CONTRADDIZIONI E STRATEGIE di Giuseppe Lumia

L’Eurogruppo  poteva fermarsi piuttosto che  firmare un  ‘accordicchio’.  Sarebbe stato più trasparente e utile prendere atto che non c’erano le condizioni per un’intesa. Tanto che l’apertura sul MES alle sole spese per la Sanità, al fine di fronteggiare il Coronavirus, era scontata. Tanto che sull’Eurobond non c’era in quel contesto di Eurogruppo possibilità di accordo. Tanto che del Fondo per lo sviluppo si fa solo un accenno.  Insomma, era facile prevedere che ognuno sarebbe rimasto  bloccato sulle proprie posizioni. Sarebbe stato più corretto, in questo momento così drammatico, limitarsi a confrontare posizioni e ipotesi senza avanzare una sintesi ridicola e delegare le scelte ai veri decisori, al Consiglio d’Europa e - aggiungerei - al Parlamento Europeo, tagliato per adesso fuori da tutto. Siamo giunti ad un momento delicato nel valutare cosa pensare e cosa fare sul futuro dell’Europa. La “pancia” suggerisce un percorso. Il “cuore e...