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La fragilità della Unione Europea è evidente, si passi al modello federale. Di Salvatore Calleri

  La Unione Europea è fragile e da europeisti abbiamo un dovere da compiere: cambiarla in modo radicale. Non dobbiamo illuderci che l'unità, più virtuale che reale, dimostrata nella crisi Ucraina sia sufficiente. Non è infatti un caso che ad operare siano i singoli leader europei tra cui Macron e non l'Unione Europea. In primis oggi serve varare una politica energetica nuova e da fare in fretta partendo dalle energie alternative in cui possiamo fare di più e dal gas. Poi serve mettere a punto una economia di guerra che blocchi le speculazioni. In contemporanea a ciò serve la creazione immediata di un esercito europeo unico inserito nel quadro atlantico dotato di un forte potere di deterrenza. Per fare ciò però è necessario che la Unione Europea si trasformi in Stati Uniti d'Europa,  ossia passi al modello federale.  Il modello confederale non permette tutto ciò in quanto modello debole.

L'INADEGUATEZZA DEL MODELLO CONFEDERALE EUROPEO A TRATTARE LA GUERRA IN UCRAINA di Salvatore Calleri

  L'Unione Europea e la crisi in Ucraina  L'Unione Europea attuale è nata nel 1992 con il trattato di Maastricht che ha superato e trasformato la CEE (Comunità Economica Europea). Il modello statale scelto è de facto un modello confederale imperfetto che tiene in vita al proprio interno le tematiche sovraniste e nazionaliste. I nostri padri fondatori avevano in mente altro: un sistema federale meglio noto come Stati Uniti d'Europa, ossia l'esatto opposto. Oggi i limiti della Unione Europea sono evidenti da un punto di vista geopolitico in particolare in quanto il peso espresso nei confronti dei tre soggetti Usa, Cina e Russia è limitato. La recente crisi della guerra in Ucraina lo dimostra. Se è vero che tale conflitto da un lato ha in qualche modo fatto uscire una forte identità europea in difesa della democrazia produttrice di accoglienza profughi e di sanzioni comuni abbastanza forti, dall'altro lato ha evidenziato la fragilità del modello confederale che non per...

L’UCRAINA È SOTTO ATTACCO. SI È SOTTOVALUTATO IL PERICOLO, DAVANTI AL QUALE SIAMO ANCORA PRIVI DEGLI STATI UNITI D’EUROPA di Giuseppe Lumia

  È arrivato l’attacco a tutta l’Ucraina. Il cuore di ognuno di noi è lacerato. La Pace viene ancora una volta calpestata. C’è molto da ripensare e da riprogettare.  Putin è un classico e insidioso dittatore, alla fine ha dato corpo ad una strategia che parte da lontano. Ha iniziato una guerra vera e propria nel cuore dell’Europa che tende a riproporre il controllo su una vasta aerea e a riorganizzare il contesto geopolitico mondiale. Alcune considerazioni a caldo. 1) In Occidente tutti i principali analisti e commentatori, nei giorni scorsi, hanno sottovalutato l’evolversi della crisi, hanno minimizzato i segnali che annunciavano l’invasione, addirittura alcuni negato il pericolo di un’azione militare. Questo la dice lunga sulle capacità culturali della nostra intelligenza occidentale.  2) L’Alleanza Euro-Atlantica adesso è nei guai. Che fa? Passa alla guerra? Non è pronta e sarebbe un disastro dagli esiti mondiali troppi rischiosi. Prende solo misure economiche, per qua...

L'Unione Europea conta poco geopoliticamente di Salvatore Calleri

  L'Unione Europea conta molto poco da un punto di vista geopolitico, lo si è visto recentemente sia per quanto riguarda la crisi afghana che per la triplice alleanza Usa- Australia- Gran Bretagna. Il contare poco è frutto del modello confederale che rende la Unione Europea debole nello scenario internazionale. Per farla contare di più si tira quindi fuori dal cappello la chimera dell'esercito europeo, a partire da un numero limitato di 5 mila unità. Una chimera l'esercito europeo in quanto prima di un esercito comune ci vuole un territorio ed uno stato di riferimento.  In parole povere senza Stati Uniti d'Europa (modello federale) niente esercito europeo. Per essere forti bisogna avere delle idee forti e la Unione Europea confederale è poco coesa in molte questioni e per questo conta molto poco. La Unione Europea o si trasformerà in Stati Uniti d’Europa o morirà. 

DA VENTOTENE AGLI STATI UNITI D’EUROPA. OTTANT’ANNI SONO GIÀ TROPPI. È TEMPO DI AGIRE di Giuseppe Lumia

  Sono trascorsi ben ottant’anni da quando, dall’isola perduta di Ventotene, dove erano confinati e reclusi, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con Eugenio Colorni e altri antifascisti, tra cui Ursula Hirschmann e Ada Rossi, si interrogavano su come uscire dalla terribile crisi della seconda guerra mondiale e progettavano il futuro.  La soluzione che proposero fu lanciata con un manifesto “Per un'Europa libera e unita”. È da leggere, è ancora una sorgente straordinaria, limpida e capace di dissetare il grande bisogno di vera unità che sentono soprattutto le nuove generazioni.  Ma attenzione, non si disegnava l’Europa come è quella di oggi: un’Europa che possiamo definire una sorta di Babele, debole e sconclusionata. Eh sì, lo abbiamo toccato con mano di fronte al dramma della pandemia da Covid-19: è una Babele perché ha diversi e squilibrati sistemi fiscali, inconciliabili livelli retributivi, divergenze sui diritti fondamentali, sulle strategie innovative, sulla lotta al...

La crisi afgana ed il senso di vergogna di Salvatore Calleri

  L'Afghanistan è sempre stato un paese complicato da invadere e da gestire. Ne sanno qualcosa i britannici che dopo ben tre guerre anglo-afghane gli concessero l'indipendenza il 19 agosto 1919. È un paese in guerra praticamente dal 1973 con il periodo sovietico 1979-1989 ed americano / Nato dal 2001 ad oggi,  con i talebani come presenza costante. __________________________________________________ Oggi non si può non notare che quanto sta succedendo in Afghanistan e ci viene riportato via video produce un senso diffuso di vergogna in molti occidentali. La situazione è senza dubbio intollerabile e le scene dei bambini che i genitori lanciano ai soldati occidentali sperando così di salvarli, ricordano ben altri periodi quali la shoah. I valori universali contemporanei che derivano principalmente dalla "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" sono in antitesi col comportamento anni '90 dei talebani e tale ricordo ed i rumors attuali che ci arrivano,...

AFGHANISTAN: LO STRAZIO DELL’OCCIDENTE MA ANCHE UNA LEZIONE CHE DEVE FARE RIPENSARE E RIPROGETTARE L’EUROPA di Giuseppe Lumia

  Non ci si dà giustamente pace. Lo strazio delle immagini che ci sono giunte dall’aeroporto di Kabul è impresso nei nostri cuori e inquieta le coscienze dei giusti.  Due misure incalzano e sono tuttora da sostenere: 1) Aprire corridoi umanitari per consentire l’uscita dall’Afghanistan dei profughi e dei rifugiati, affinché non subiscano aggressioni da parte dei Talebani o siano lasciati nelle mani dei trafficanti di esseri umani. 2) Vigilare che le donne afgane siano realmente rispettate per evitare che siano sottoposte a violenze e conservino i diritti basilari già con fatica conquistati. Un’altra semplice riflessione e una altrettanto semplice domanda tormentano la nostra onestà intellettuale: 1) Era chiaro che bisognava lasciare l’Afghanistan. Bastava allora promuovere per tempo un tavolo internazionale sotto l’egida dell’ONU, magari sempre a Doha, chiamando in causa anche i Talebani, insieme ovviamente agli USA oltre all’Europa, con la partecipazione della Russia e della ...